28 Aprile 2023
Jesi, il premio al progetto RugbyAmo della generosità della famiglia Gioacchini
Un’auto a 7 posti, per il trasporto dei giovani partecipanti al progetto RugbyAmo. È il dono alla società Rugby Jesi ’70 voluto da Marisa Gioacchini, nipote e esecutrice testamentaria di Gualtiero Gioacchini, scomparso il 29 novembre del 2021 all’età di 99 anni. RugbyAmo è l’iniziativa grazie alla quale, dal 2021, in un percorso di inclusione, crescita e divertimento, giovani con deficit cognitivo e tesserati normodotati della società rugbistica jesina condividono campo e attività, in allenamenti congiunti seguiti da tecnici e educatori preparati che consentono il reciproco arricchimento di esperienze.
«Mio zio Gualtiero era il fratello gemello di mio padre, venuto a sua volta a mancare all’età di 90 anni – spiega la signora Marisa – lo zio avrebbe compiuto cento anni nel luglio del 2022. È vissuto lucido e in buona salute fino all’ultimo, la sua si può quasi dire sia stata una scomparsa improvvisa, quando già pensava alla festa per il centenario. Quando è deceduto, nel suo testamento veniva indicato con precisione come e a chi andavano indirizzati lasciti e benefici di una vita di lavoro. Aveva altresì disposto una somma di cui sarei stata io, in qualità di esecutrice testamentaria, a dover decidere la destinazione, scegliendo fra iniziative, associazioni e enti benemeriti locali e che risultassero magari meno in evidenza di altri. Con parte di tale somma, il lascito dello zio ha ad esempio contribuito all’acquisto di una nuova ambulanza per la Croce Gialla o a supportare altre realtà della zona. Una quota è invece servita appunto alla donazione di questo veicolo al Rugby Jesi ’70 e in particolare al progetto RugbyAmo, di cui ho conosciuto il valore tramite Mariano Fagioli, che ne è coordinatore e allenatore».
In RugbyAmo, si offre ai partecipanti la possibilità di riconoscersi nello sport, rafforzando la propria autostima, in un ambiente sicuro, lontano dagli ostacoli e dalle barriere sociali che sono costretti quotidianamente ad affrontare. Le attività didattiche mediante le quali si introduce il gioco sono quelle stabilite dalla Federazione Italiana Rugby, tenendo sempre in considerazione capacità e difficoltà dei singoli partecipanti nel momento di proporre esercizi o attività ludico-motorie. Si cerca di coinvolgere i partecipanti nel modo più divertente possibile, fino a formare una squadra integrata composta da atleti normodotati e atleti con deficit.
«Una esperienza che siamo particolarmente soddisfatti e orgogliosi di avere introdotto e di portare avanti – dice il presidente del Rugby Jesi ’70, Luca Faccenda – vedere premiata l’iniziativa dalla generosità di chi ne riconosce, come noi, importanza e qualità, ci riempie di felicità. Ringraziamo enormemente la generosità dello scomparso signor Gualtiero e sua nipote, per avere scelto RugbyAmo e di dare in questa maniera un prezioso supporto ai giovani utenti di un progetto meritevole di tutta l’attenzione e il sostegno».
- Da sinistra Mariano Fagioli, Marisa Gioacchini, il marito della signora Marisa, Sandro, e Luca Faccenda
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